BRIC A BRAC Quando i libri si compravano in lire

Paolo Orsini • 4 febbraio 2024

Giocatori dell'autore italoamericano Don Delillo

racconta la vita di Lyle e Pammy, una coppia sposata

di yuppies newyorkesi, annoiati nella loro vita coniugale e lavorativa. 

Romanzo del 1977 nel quale per la prima volta Don DeLillo affronta il tema del terrorismo. “Tutti i miei romanzi hanno un elemento di confusione e di violenza, un senso del pericolo moderno,” spiega in un’intervista a Fernanda Pivano del 1988 in occasione dell’uscita di Libra, il best seller che racconta l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, “parlano di protagonisti che vivono ai margini di un momento pericoloso, in un mondo di ambiguità, guidato da una segreta manipolazione della storia”.

Spesso DeLillo racconta le ossessioni, le manie, le paure della società americana e della loro mitizzazione a fini propagandistici. In lui c’è un tentativo di smitizzazione attraverso la satira, con una scrittura frammentata e rapida, che lo trascina in un’atmosfera apocalittica (in quei tempi si viveva nell’incubo della guerra nucleare tra le superpotenze) e lo avvicina agli scrittori sperimentali postmoderni.

La convinzione di Don DeLillo che i sistemi di energia della fisica possano essere connessi a sistemi di pensiero della metafisica, entrambi tesi a creare l’illusione di un universo ordinato, lo hanno fatto accomunare a Thomas Pynchon e a Paul Auster, scrittori post moderni il cui sodalizio non è soltanto artistico ma anche basato su una forte e sincera amicizia. 

Giocatori racconta la vita di Lyle e Pammy, una coppia sposata di yuppies newyorkesi, annoiati nella loro vita coniugale e lavorativa. Per sfuggire alla noia Pammy va a fare un viaggio nel Maine con una coppia omosessuale e diventa l’amante di uno di loro che alla fine si suicida. Lyle, agente di cambio che ha assistito all’assassinio dell’amico George nell’ingresso della Borsa di New York per mano di un terrorista, comincia una relazione con Rosemary, segretaria di un collega, e trova nella sua casa una fotografia in cui la donna è ritratta con l’amico assassinato e l’assassino. Si lascerà coinvolgere dal mistero e diventerà agente segreto nella doppia versione di cellula terrorista e informatore dell’FBI.

Per capire l’intrico della trama, meglio affidarsi alle parole di DeLillo rilasciate sempre a Fernanda Pivano: “Questi due personaggi non hanno interesse in se stessi: sono interessati ad altre due persone ma non a se stessi; per questo cercano una doppia vita, una vita sola non è abbastanza per loro. Così ci sono due trame segrete: quella di Lyle e dei terroristi e quella di Pammy e della sua storia d’amore segreta. C’è un tema centrato sul doppio: il libro si raddoppia in se stesso, contiene una struttura circolare”.

Uno degli aspetti narrativi di maggior rilevanza in questo romanzo è quello del dialogo. Attraverso questa tecnica l’autore ha modo di enfatizzare il suo senso dell’humor, la sua intelligenza narrativa, il suo stile incantatore. È il dialogo, quello banale, quotidiano tra i vari personaggi, che ha un grande fascino perché DeLillo lo ha realizzato con la massima cura: “Il piacere sensuale della banalità era un argomento degno della ricerca più approfondita”, dice. Con il dialogo l’autore modella la realtà della storia, abilissimo nell’utilizzare le frasi tronche e la frammentazione verbale tipica del romanzo post-modernista americano.

Sempre in un’intervista a Fernanda Pivano, DeLillo, in merito alla particolare cifra stilistica del romanzo, dichiara: “Per me scrivere significa cercare di realizzare un linguaggio interessante, chiaro, bello... Il lavoro sulle frasi e sui ritmi è probabilmente la cosa più soddisfacente che faccio come scrittore. Secondo me, a un certo punto, lo scrittore può cominciare a conoscersi attraverso il suo linguaggio…. Nel corso degli anni riesce possibile a uno scrittore prendere forma come essere umano attraverso il linguaggio usato… Naturalmente questo è una campo misterioso e soggettivo”

In Giocatori c’è anche una trovata strutturale interessante e originale. Il romanzo ha un prologo e un epilogo che potrebbero essere dei racconti a parte. In un intervista a una rivista americana DeLillo ha spiegato il prologo intitolato Il film: “Scrivere significa tentare di far procedere l’arte… procediamo a piccoli balzi. Tutti i personaggi principali, sette, sono introdotti in modo astratto. Non hanno nomi. I loro rapporti non sono sempre chiari. Sono su un aereo, guardano un film, ma tutti gli altri sedili sono vuoti. Sono isolati, al di sopra del racconto, in attesa di essere nominati. È il romanzo in miniatura. Possiamo chiamarla narrativa pura nel senso che i personaggi sono stati momentaneamente separati dall’apparato della narrazione. Sono ancora idee, forme vaghe.”

Il prologo contiene un tema caro a DeLillo: l’indifferenza, la noia, una certa inconsapevolezza con cui i personaggi vivono la loro esistenza demotivata da ambiguità non risolte, personaggi come “gente ridicola che fa cose orribili a persone totalmente sciocche”.

Secondo lo scrittore americano John Updike: “Don DeLillo, come si diceva di una volta degli atleti, ha classe, – dichiara in un’intervista per il New Yorker – è originale, versatile, minuzioso. Dedica ai fenomeni umani la matematica oggettiva e le minuzie spaziali delle particelle della fisica. Nella nostra vita quotidiana intricata, della tecnologia, legge le sinistre ambiguità, la fluttuante bruttura della recente storia d’America.”

Sempre a Fernanda Pivano, Don DeLillo ha dichiarato che “questo libro è un attacco alla nostalgia, è un attacco al romanzo che parla dell’infanzia, al romanzo della vita di villaggio, al romanzo confessionale, in altre parole è un romanzo basato su una visione sociale”. L’elemento della violenza e quello dell’ambiguità sono centrali nel metaromanzo apocalittico, al quale possiamo annoverare Giocatori. Il senso del pericolo che si vive nel nostro tempo, la manipolazione segreta praticata sulla storia, così come la denuncia William Burroughs, che non la considerata praticata solo sulla storia ma su tutti gli esseri umani.
Dice DeLillo: “considero la violenza contemporanea una specie di risposta sardonica alla promessa di appagamento consumistico in America. Questi uomini e queste donne non possono uscire dalle loro stanze minuscole e devono organizzare la loro disperazione e la loro solitudine e spesso finiscono col farlo utilizzando mezzi violenti. Vedo questa disperazione sui pacchetti dai colori sgargianti e nella felicità del consumatore e in tutte le promesse che la vita americana ci fa giorno per giorno e minuto per minuto dovunque andiamo.”
Sempre sul senso di alienazione e di sradicamento, tematiche ricorrenti nei suoi romanzi, DeLillo dichiara: “Molti personaggi moderni hanno un’esistenza piatta di proposito, e non esistono in un luogo preciso. Non c’è un forte senso del luogo. Io sento la necessità e lo stimolo a creare una specie di spessa superficie intorno ai miei personaggi. Credo che tutti i miei romanzi abbiano un forte senso dello spazio. Ma nella narrativa contemporanea, in generale, c’è un forte senso che il mondo di Beckett e di Kafka sia ridisceso sull’America contemporanea perché i personaggi hanno l’aria di vivere in un ambiente teorico più che reale.”

Per il finale occorre affidarsi sempre alle belle parole dell’autore:

“Secondo me la mia opera è sempre stata ispirata dal mistero;

 la risposta finale, se esiste, è fuori dalle mie pagine.

I miei libri hanno sempre un finale aperto.

Forse è il mistero a ordire le mie storie, più dell’occulto,

dentro e fuori delle mie pagine”.

vetrina con gioielli bracciali anelli orecchini
Autore: Paolo Orsini 22 luglio 2026
Dopo aver visitato la mostra di Marc Rothko, si può andare al concept store di Palazzo Strozzi per ammirare gli splendidi gioielli di Chiara De Filippis.
dracula e sullo sfondo il suo castello
Autore: Paolo Orsini 17 luglio 2026
Il volume offre un viaggio attraverso paura, mistero, fascino e soprannaturale, mostrando come sia nato il mito del vampiro che ancora oggi influenza libri, cinema e cultura popolare.
copertina libro edizione repubblica e locandina del film di visconti
Autore: Paolo Orsini 15 luglio 2026
L’amore trasgressivo di Gustav von Aschenbach secondo l’interpretazione del grande scrittore tedesco e la rivisitazione cinematografica del grande regista italiano.
foto palco 5 scrittori seduti tavolini con i loro libri
Autore: Paolo Orsini 12 luglio 2026
Cinque scrittori si confessano sul cosa, il come e il perché hanno scritto un libro: con Paolo Orsini, Roberta Capanni, Daniele Locchi, Fabrizio De Sanctis, Jacopo Chiostri.
ritratto friedrich Nietzsche e copertin del libro edizione economica feltrinelli
Autore: Paolo Orsini 9 luglio 2026
Il capolavoro di Friedrich Nietzsche è un libro poetico e filosofico insieme, zeppo di frasi, allegorie e simbolismi indimenticabili.
foto franz kafka copertina libro la biblioteca di babele di jorge louis borges
Autore: Paolo Orsini 7 luglio 2026
Il primo di una serie di racconti di Franz Kafka scelti da Jorge Louis Borges per la collana da lui diretta per l’editore Franco Maria Ricci.
copertina libro e poster film
Autore: Paolo Orsini 2 luglio 2026
È meglio vivere un sogno o soffrire la realtà? La risposta nel racconto di Dostoevskij e nel film di Visconti
foto autore brunetto magaldi e copertina libro con sfondo quadro a colori con tigre
Autore: Paolo Orsini 1 luglio 2026
Brunetto Magaldi ha raccolto in un agile volume gli ultimi racconti che ha scritto accettando una proposta del Gruppo Scrittori Firenze
cortile palazzo strozzi acqua colonne pietra
Autore: Paolo Orsini 25 giugno 2026
L’artista francese Jean-Marie Appriou e il collettivo danese Superflex fanno da contorno alla mostra di Marc Rothko a Palazzo Strozzi
copertina libro su tappeto verde con orso bianco
Autore: Paolo Orsini 25 giugno 2026
Einstein a Firenze: racconti e vicende tra famiglia, bellezza, musica e scienza, nella collana Stranieri e Firenze dell'Editore Pontecorboli