Gli ultimi romanzi di NICOLETTA MANETTI e di CATERINA PERRONE
Un comune viaggio a Firenze
alla scoperta dell’identità e della diversità

Entrambi pubblicati da Angelo Pontecorboli, i nuovi romanzi di Nicoletta Manetti – Nata Mancina – e di Caterina Perrone – Alexandre Dumas a Firenze – hanno in comune, oltre all’editore, appassionato di storie che hanno il capoluogo toscano come ambientazione principale, anche lo stile narrativo limpido e coinvolgente: le pagine scorrono veloci, grazie a una prosa ricca di dettagli e di emozioni autentiche.

Ursula, la protagonista di Nata mancina di Nicoletta Manetti, nasce a Firenze proprio nella poco tranquilla notte dell’alluvione del 1966, accolta dai genitori come “un ramo torto portato dalla piena”: perché non è il maschio sperato ed è pure bruttina e oltretutto si rivelerà mancina. Con queste premesse, crescere nella casa adibita anche a salone di parrucchiera della madre, è una sfida continua. A scuola dalle suore le cose non migliorano: cercano di correggerle il mancinismo e poi le cambiano pure il nome: Orsola, come la Santa patrona fiorentina. Inevitabile che la piccola, contornata da una singolare corte di parenti, si rifugi in un suo mondo solitario, fatto di letture di libri e di identificazioni in personaggi letterari, in particolare Emily Dickinson. Le scrive lettere immaginarie, le confida ogni vicenda della sua vita, anche quelle tragiche come un incidente che renderà il padre invalido. Dopo gli studi, l’incontro e il matrimonio con Antonio sembrano segnare una svolta felice. A seguito di un’oscura lite familiare si riaprono le ferite dell’infanzia. Sarà una misteriosa Signora, che pare conoscere tutto di lei, ad accompagnarla verso un percorso di riscatto e rinascita.

Caterina Perrone ha avuto l’arduo compito di raccontare un personaggio pieno di vitalità, brio, energia e spirito arguto come Alexandre Dumas; un personaggio, sempre in movimento, sempre attratto dai luoghi, dai personaggi, dalle storie. L’autrice di Alexandre Dumas a Firenze è riuscita a immortalare il grande scrittore francese tra le piazze, le strade, i vicoli, le chiese, i palazzi di Firenze e facendolo rivivere come se davvero fosse insieme a lui nelle sue continue scorribande. E chissà se proprio in queste scorribande non sia nata l’ispirazione per i suoi libri più letti, come Il conte di Montecristo; o anche, il romanzo che ha contribuito a rinforzare la leggenda di Caterina de' Medici e la reputazione scandalosa di sua figlia Margherita di Valois, che proprio grazie a questo romanzo verrà ricordata con il soprannome di "regina Margot”.

Nata Mancina di Nicoletta Manetti è un romanzo che affronta con sensibilità e profondità il tema dell'identità personale, esplorando le sfumature del sentirsi diversi in una società che spesso predilige l'omologazione. Attraverso la voce della protagonista, l’autrice accompagna il lettore in un percorso di autoaccettazione e scoperta, dove la mano sinistra diventa simbolo di unicità e riscatto. L'autrice sa intrecciare ricordi, aneddoti e riflessioni con delicatezza, rendendo la storia universale e capace di parlare a chiunque si sia mai sentito "fuori posto".

Alexandre Dumas a Firenze di Caterina Perrone è un affascinante viaggio tra le pagine della storia, dove l’autrice ci conduce sulle tracce dello scrittore francese nella città toscana. Il libro intreccia sapientemente la biografia di Dumas (il padre) con la scoperta di una Firenze ottocentesca, viva di cultura, incontri e suggestioni letterarie. L'autrice dipinge con colori vividi il rapporto tra Dumas e Firenze, svelando curiosità, aneddoti e riflessioni che rendono la narrazione coinvolgente e ricca di spunti evocativi. Lo stile elegante e preciso accompagna il lettore in un percorso che celebra il valore e la bellezza della contaminazione culturale. "

La forza del libro di Nicoletta Manetti sta nella capacità di trasformare la diversità in valore, offrendo un messaggio positivo e incoraggiante. Nata Mancina è una lettura consigliata a chi cerca una narrazione sincera, che invita a guardare oltre le apparenze e a valorizzare ciò che ci rende unici. In definitiva, l’autrice ci ricorda che, come dice il proverbio, "ogni testa è un piccolo mondo" è proprio nella pluralità delle prospettive che risiede la ricchezza umana.











