Uno dei romanzi più celebri dello scrittore portoghese e premio Nobel José Saramago.

Paolo Orsini • 7 agosto 2026

Il capolavoro di José Saramago nella rara edizione dei

Supercoralli di Einaudi del 1996

Più che una storia su un'epidemia, Cecità è una riflessione profonda sull'essere umano. Saramago suggerisce che la vera cecità non sia fisica, ma morale: l'incapacità di vedere l'altro, di riconoscere la solidarietà e la responsabilità collettiva. Questa idea è sintetizzata in una delle frasi più celebri del romanzo: «Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo».

Temi principali sono la fragilità della civiltà umana: basta una crisi improvvisa perché regole, istituzioni e valori vengano meno; la sopraffazione del potere: l'emergenza fa emergere egoismo, violenza e lotta per la sopravvivenza; ma anche solidarietà e speranza: in un mondo dominato dal caos, alcuni personaggi incarnano compassione e umanità. 

La scrittura di Saramago è originale e talvolta impegnativa: frasi lunghe, dialoghi inseriti nel flusso della narrazione e personaggi privi di nomi propri. Questa scelta aumenta il senso di disorientamento e universalità della storia. Lo stile di Saramago è intenso, innovativo e profondamente simbolico: l'autore immerge il lettore in un'esperienza che è al tempo stesso narrativa e filosofica.

Cecità è un'allegoria sulla società contemporanea: Saramago usa l'epidemia per interrogarsi sulla natura umana, mostrando come paura e crisi possano far emergere il peggio dell'uomo, ma anche come la solidarietà e la compassione possano offrire una possibilità di riscatto e l’opportunità di costruire un mondo migliore.

La cecità non rappresenta soltanto una malattia fisica, ma è soprattutto una metafora della condizione umana e della società. Attraverso l'epidemia che colpisce la città, l'autore mostra come gli individui siano spesso incapaci di vedere veramente la realtà, le sofferenze altrui e le conseguenze delle proprie azioni.

La perdita della vista simboleggia l'egoismo, l'indifferenza e la mancanza di consapevolezza. Secondo Saramago, gli uomini erano già "ciechi" prima dell'epidemia perché incapaci di riconoscere il valore dell'altro e di vivere autenticamente in comunità. Il romanzo critica una società che spesso ignora le ingiustizie e le disuguaglianze. Quando tutti diventano ciechi, emergono paure, violenza e sopraffazione che erano già presenti, ma nascoste sotto la superficie dell'ordine sociale.

Il messaggio conclusivo del romanzo è che la vera minaccia per l'umanità non è la perdita della vista, ma la perdita della coscienza morale. Attraverso l'epidemia di cecità, Saramago dimostra quanto facilmente gli esseri umani possano cadere nell'egoismo, nella violenza e nell'indifferenza quando vengono meno le regole e le sicurezze della vita civile.

Tuttavia, il libro non è completamente pessimista. Accanto alla brutalità emergono anche solidarietà, compassione e capacità di prendersi cura degli altri. La figura della moglie del medico rappresenta proprio questa possibilità: mantenere umanità e responsabilità anche nelle situazioni più difficili. Quando la cecità scompare, i personaggi non tornano semplicemente alla normalità: hanno acquisito una nuova consapevolezza della fragilità della civiltà e del valore dei legami umani. Il romanzo invita quindi il lettore a interrogarsi su quanto sia davvero capace di "vedere" il mondo, gli altri e sé stesso. 

Il SEGNALIBRO DELL’ORSO consiglia Cecità di Jose Saramago perché è un'opera profonda e attualissima, un'allegoria della condizione umana che costringe il lettore a interrogarsi su cosa significhi davvero “vedere”. È un romanzo intenso, disturbante e filosofico. Non è lettura leggera: descrive il degrado umano senza attenuarne la durezza. Tuttavia, proprio per questa crudezza riesce a porre domande fondamentali sulla società, sulla morale e sul significato della convivenza civile. È un capolavoro della narrativa contemporanea per la sua capacità di trasformare un racconto distopico in una potente metafora universale. Josè Saramago ci insegna che una società può sopravvivere solo se è fondata su empatia, solidarietà e responsabilità. La vera vista non è quella degli occhi, ma quella della coscienza.

Pittura olio su tela di Danielle McKinney ritratto donna
Autore: Paolo Orsini • 17 ottobre 2026
Protagonista della pittura contemporanea, Danielle McKinney è un’artista americana recentemente inclusa dalla rivista americana Time tra le 100 figure più influenti del mondo dell’arte del 2026.
cover anatomia di un istinto omicida e segnalibro dell’orso
Autore: Paolo Orsini • 14 ottobre 2026
ANATOMIA DI UN ISTINTO OMICIDA è una raccolta di racconti pubblicata da Mauro Pagliai Editore a cura di Andrea Gamannossi e Giuseppe Previti
foto bianca guscelli cover libro Brandimarte segnalibro dell’orso
Autore: Paolo Orsini • 12 ottobre 2026
Una struggente testimonianza della nipote Bianca Guscelli sul nonno Brandimarte, indimenticabile artigiano argentiere fiorentino.
foto anne carson microfono palco teatro
Autore: Paolo Orsini • 9 ottobre 2026
Scrittrice, poetessa, saggista, traduttrice e studiosa canadese nata a Toronto nel 1950. L'8 ottobre 2026 è stata insignita del Premio Nobel per la Letteratura 2026 dall'Accademia Svedese.
foto b/n michele mari cover libro convitati pietra segnalibro orso
Autore: Paolo Orsini • 8 ottobre 2026
Pubblicato da Einaudi è un romanzo intenso e affascinante in cui memoria, letteratura e fantasmi del passato si intrecciano in una narrazione ricca di suggestioni.
foto mary barrafranca cover libro senza colpa segnalibro orso
Autore: Paolo Orsini • 7 ottobre 2026
Ambientato in una Londra elegante ma ricca di tensioni nascoste, il libro racconta una storia fatta di emozioni, segreti e colpi di scena ben costruiti.
fotoritratto Paolo Canevari panorama forte di belvedere firenze
Autore: Paolo Orsini • 4 ottobre 2026
Le sue immagini, sculture, installazioni e video non offrono consolazione né risposte definitive, ma aprono spazi di riflessione sulla contemporaneità.
foto milan kundera cover libro amori ridicoli e segnalibro dell’orso
Autore: Paolo Orsini • 3 ottobre 2026
Nei sette racconti della raccolta, i personaggi cercano di controllare i sentimenti, di sedurre, di mentire o di costruirsi un'immagine di sé, ma finiscono quasi sempre per essere smentiti dalla realtà.
foto Roberto mosi cover libro demidof e matilde buonaparte e segnalibro dell’orso
Autore: Paolo Orsini • 2 ottobre 2026
Tra le atmosfere di una Firenze cosmopolita e i destini intrecciati di grandi famiglie europee, I Demidoff e Matilde Buonaparte di Roberto Mosi racconta una vicenda affascinante dove storia, cultura e passioni si incontrano.
macchina da scrivere tazzina caffè fogli penna candele accese piantine in vaso
Autore: Paolo Orsini • 30 settembre 2026
Il Segnalibro dell’Orso rivela chi sono e che cosa fanno le “Signore del Mistero” le otto scrittrici che amano il cozy mystery.