La grande scrittrice di gialli in giro per le pasticcerie di Firenze
Ospite dell’americana May Sullivan, Agatha Christie
trascorrerà un breve periodo a Firenze

Inutile dire chi sia Agatha Christie, tutti la conoscono, anche coloro che non sono appassionati di letteratura gialla. Meglio porre l’attenzione sulla peculiarità della sua esistenza di scrittrice: ha pubblicato dal 1920 al 1976, assistendo a trasformazioni radicali della società britannica e del mondo.

Bene mette in risalto questa particolarità Giovanna Checchi: “Ha iniziato in un'epoca in cui l'ordine sociale sembrava, in superficie, immutabile e stabile. Ha terminato in un momento di crescente disillusione, di declino imperiale, di realismo disincantato. È nata durante il regno di una regina, Vittoria, ed è morta ottantacinque anni dopo, durante il regno di un'altra regina, Elisabetta.

È nata nel diciannovesimo secolo ed è morta nel ventesimo secolo, attraversando entrambe le guerre mondiali, la nascita e la fine del fascismo, del nazismo e del franchismo. Ha vissuto in epoche completamente diverse, per tradizione, gusti, senso etico e divertimenti, dallo statico teatro ottocentesco a quello arrabbiato degli Angry Young Man degli anni Cinquanta, dai concerti romantici per pianoforte fino ai Beatles e ai Rolling Stones, dalla fedeltà alla corona e alla nazione, ai più cruenti atti terroristici dell'IRA, dalle prime automobili alla metropolitana, dal cinema muto alla nascita della televisione".

Spostando lo sguardo sul ruolo della donna: dalle suffragette all'ottenimento del diritto di voto, dal puritanesimo vittoriano alle donne ippiche, invocavano l'amore libero, dalle gonne lunghe fino alla caviglia alla minigonna di Mary Quant, dalla casalinga senza potere alla donna in politica come la conservatrice Margaret Thatcher”

Questa donna, quando aveva sedici anni, per una serie di circostanze quasi fortuite, che Giovanna Checchi, docente di materie letterarie, indaga con la dedizione dell’appassionata e con l’acume di uno dei detective creati da Agatha Christie, giunse a Fiesole, ospite dell’americana May Sullivan che vi trascorreva un periodo di convalescenza dopo una complicata operazione di tiroidectomia.

May Sullivan desiderava che la ragazza visitasse musei e monumenti, per questo pare che abbia assunto una giovane donna per accompagnarla, come ci racconta Agatha stessa: “May, ritrovata la felicità, fece tutto quello che poteva per rendermi piacevole il soggiorno. Ogni giorno mi recavo a visitare le bellezze della città, a volte accompagnata dalla Stengel, ma più spesso da una giovane italiana che May aveva assunto perché mi scortasse. Infatti, in Italia, ancor più che in Francia, era poco prudente che una ragazza se ne andasse in giro da sola. Io stessa subì gli inconvenienti di ardenti e dolorosi pizzicotti ricevuti sui tram”

Giovanna Checchi fa una considerazione in merito alla “focosità” degli italiani: sembra che Agatha abbia avuto per tutta la vita una leggera antipatia verso i maschi italiani, alimentando il pregiudizio nei personaggi italiani dei suoi romanzi, soprattutto in quelli con Hercule Poirot come protagonista.

Giovanna Checchi, con questo interessante e agile libro, che non è un saggio, ma un piacevole racconto su un aspetto meno indagato della grande scrittrice britannica, ci fa capire che la passione per i dolci e la pasticceria che ha accompagnato tutta la sua vita letteraria (i dolci sono sempre presenti in tutti i suoi romanzi, spesso nascondono un veleno che ucciderà) forse è nata proprio a Firenze.

Sappiamo infatti che Agatha alle visite ai musei preferiva quelle ai grandi caffè e pasticcerie del centro di Firenze, come Gilli, il più antico, in Piazza della Repubblica, Rivoire, Le Giubbe Rosse, Paszkowski, Doney, come lei stessa confessa: "Il mio soggiorno fiorentino fu un’indigestione di gallerie e di musei, ma non di dolci, di cui non era mai sazia; il momento più piacevole della giornata, infatti, era la sosta in pasticceria prima di riprendere il tram per Fiesole”.

Ancora un’intima confessione di Agatha in merito: “Mi vergogno quasi ripensando alla mia rozzezza, ma tant’è, l’amore per i maestri del passato è una conquista dei miei anni più maturi. L’unico pensiero che mi agitava era se sarei riuscita a concedermi per l’ultima volta il delizioso spuntino a cui ero abituata, consistente in una lussuosa cioccolata con panna e una sontuosa fetta di torta”.

Nel cinquantenario della morte di Agatha Christie che cade quest’anno, il contributo di Giovanna Checchi è molto utile per aggiungere un ulteriore tassello alla monumentale bibliografia intorno alla scrittrice di gialli più letta e tradotta al mondo, un contributo che mette in evidenza soprattutto gli aspetti meno accademici e più comuni, come molto bene mette in risalto lo scrittore e gastronomo Leonardo Romanelli, nella post-fazione al libro:

"Non è troppo diversa da tanti giovani di qualunque generazione. Sono immagini leggere, quasi domestiche. Ma proprio per questo hanno una forza particolare. Ci ricordano che dietro la figura ormai monumentale di Agatha Christe c’è stata prima di tutto una vita normale, fatta di piccoli piaceri e di osservazioni quotidiana: ed è forse proprio qui che si trova una delle chiavi della sua scrittura”.

Il libro si conclude con quattro ricette di tipici dolci inglesi: la Victoria Sponge Cake, molto apprezzata dalla Regina Vittoria; la Chocolate Perfection Pie, la torta preferita della Regina Elisabetta II; il Christmas Pudding, tipico dolce natalizio che, perché risulti perfetto, si deve cominciare a prepararlo all’inizio dell’Avvento; e infine gli Scones da tagliare in due per farcire di solito con marmellata, per accompagnare gli afternoon tea.

Le foto sono relative alla presentazione del libro Agatha Christie nella “dolce” Firenze di Giovanna Checchi, pubblicato nel 2026 da Angelo Pontecorboli Editore, avvenuta il 18 maggio nella Libreria L’Ora Blu di Firenze, a cui è intervenuto, oltre all’autrice, Giovanni Lacava.










