Racconti molto brevi che si possono leggere rapidamente e da tenere sul comodino

Paolo Orsini • 1 luglio 2026

Racconti brevi che fanno sorridere ma anche riflettere, pur non essendo moralistici.

Per capire i temi che stanno alla base dei racconti di Brunetto Magaldi occorre dare una scorsa alla sua biografia, perché gli elementi esistenziali si ritrovano sapientemente trasfigurati dalla fantasia dello scrittore di talento che non cede all’autobiografismo. Nato a Bolzano, la vita lo ha portato prima a Pesaro, poi a Lucca e infine a Firenze e ognuna di queste tappe ha lasciato segni indelebili che riaffiorano spesso nei suoi scritti. Ma anche la sua attività lavorativa e il suo percorso familiare lasciano segni che si possono ritrovare qua e là nelle sue storie. 

L’elemento che più caratterizza la tematica della narrazione di Brunetto Magaldi è lo sport, che ha praticato in gioventù: calcio, tennis, atletica leggere e il ping-pong che tutt’ora pratica. Il primo racconto di questa antologia, che poi è l’unico racconto lungo presente, è infatti dedicato al pugilato.

Il genere del racconto, e in particolare il racconto breve, è un genere letterario diverso dal romanzo, non soltanto per la lunghezza, ma anche per le caratteristiche narrative che sono completamente diverse, due pianeti che hanno orbite proprie che soltanto in alcuni elementi strutturali si avvicinano.

Il racconto non deve essere molto complicato, la brevità non permette la coesistenza di molti personaggi; la struttura narrativa è molto semplice con un inizio, una parte centrale e un finale che spesso deve essere a sorpresa, anche se molti maestri riconosciuti dell’arte del racconto, in specie gli americani del secolo scorso, amano i finali che non chiudono la narrazione, ma lasciano il lettore libero di restare o meno nella permanenza della storia.

Il racconto deve avere alla base comunque un’idea forte, anche se semplice, chiara, immediata, perché deve avere un significato chiaro e subito percepibile dal lettore alla fine del racconto. Questa è forse una delle difficoltà maggiori, quella del significato, ma che Brunetto Magaldi ha superato brillantemente in tutte le sue prove narrative.

Anche il colpo di scena, elemento non sempre facilmente inseribile, è sempre presente nei racconti di Brunetto Magaldi a dimostrazione del fatto che l’impegno narrativo dell’autore è sempre preso molto sul serio e portato avanti con la dedizione di chi ha fatto della scrittura il suo nuovo mestiere.

Si diceva del primo racconto – Il Pugile – che in realtà lo si può considerare un romanzo breve anche se Brunetto Magaldi dice di non aver avuto questa intenzione quando si è messo a sciverlo. La storia e soprattutto i personaggi, in questo caso più numerosi degli altri racconti brevi, hanno ”costretto” l'autore a dilatare la storia, suddividendola in capitoli.

Anche perché, come si è detto inizialmente dando una scorsa alla sua biografia, Brunetto Magaldi è appassionato di sport, al punto che la prossima antologia – come ci h rivelato – sarà interamente composta da racconti di questo genere.

Questa raccolta, che è la seconda della serie “I racconti del comodino” si compone di alcuni racconti che hanno preso spunto da un’iniziativa condotta da Carlo Menzingher del Gruppo Scrittori Firenze, detta “Il weekend del narratore” una specie di sfida tra i soci che si devono cimentare in racconti brevi secondo una tematica ben precisa proposta dall’Associazione.

Una sfida non da poco perché l’obbligo è quella della brevità, il testo non deve superare un certo numero di battute, è in questo che può sembrare un limite, occorre realizzare un prodotto finito che abbia certe caratteristiche di leggibilità e di attrazione.

Quello che può sembrare un limite è invece un potente stimolo alla creatività, ed è un approccio che Brunetto Magaldi ama molto, con cui affronta anche i testi più lunghi. È indubbiamente un grande stimolo creativo il trovare sempre elementi peculiari del racconto breve come la suspense o il significato della storia. 

Sfida che Brunetto Magaldi ha sempre vinto nei suoi racconti: il lettore arriva in fondo – comunque un racconto breve, proprio per la sua brevità, non si abbandona mai, piaccia o piaccia – perché l’autore non indugia, arriva al cuore della storia subito, cerca subito il colpo di scena e la conclusione.

L’autore, infatti, raccomanda di leggere tutto d’un fiato la storia, e arrivare alla conclusione, senza porsi tante domande, senza riflettere su significati reconditi, senza cercare una morale nella storia, un insegnamento; leggere per il puro e semplice piacere di leggere.

Un’altra peculiarità del racconto rispetto al romanzo è lo stile della scrittura. Il testo non lungo permette tante scelte linguistiche, tanti virtuosismi, tante cifre stilistiche, anche tutte diverse da racconto a racconto, che invece il testo lungo non ha, costretto a restare negli argini della coerenza narrativa.

L’ironia sempre presente, la semplicità, la serenità delle tematiche affrontate è la cifra stilistica di Brunetto Magaldi e predispone alla lettura di questi racconti con un animo disposto alla tranquillità. Specie in un periodo come quello attuale, in cui la frenesia delle nostre vite – e le preoccupazioni, le paure, le ansie – non ci abbandona mai, queste letture semplici e pacate predispongono l’animo al relax; in questo senso sono racconti da comodino, da leggere prima di addormentarsi per scacciare tutti i fantasmi della giornata appena trascorsa.

Semplicità non vuol dire superficialità. Ogni racconto, anche se non in maniera esplicita, contiene dei messaggi morali, anche se Brunetto Magaldi, uomo di modestia sincera e genuina, non è moralista, non si sognerebbe mai di dare delle lezioni al lettore. 

In ogni racconto c'è un protagonista, che potremmo considerare un antieroe, ma non nel senso classico della letteratura, cioè personaggi negativi. L’antieroe di Brunetto Magaldi è un uomo comune, che ha dei valori, che ama la vita, non ha vizi, anzi li rifugge, ama la vita sana, sportiva; ama la famiglia, le relazioni sociali autentiche, non ama gli eccessi. 

In questi protagonisti, con una vita così semplice, così tranquilla, la scintilla che fa incendiare la storia è determinata dal caso, dalla fortuna, a volte anche dalla provvidenza; ma questi personaggi non sono mai dei fatalisti, tutt’altro, essi compiono sempre delle scelte consapevoli ed etiche. Questo è un potente stimolo affinché il lettore possa liberamente fare le sue riflessioni, in un ambito che Brunetto suggerisce, tematiche di contemporaneità, di socialità, di riflessione filosofica. Il grande pregio dell’autore è di indirizzarci verso questi percorsi tematici di spessore, con una scrittura leggera, ironica e divertente, riflettere senza pesantezza, senza angoscia. Una lettura davvero da comodino.

Le foto sono relative alla presentazione del libro di Brunetto Magaldi “Il pugile e altri racconti del comodino” avvenuta in occasione dell’Estate Fiorentina il 30 giugno al Caffè letterario delle Murate di Firenze, con gli interventi del giornalista Jacopo Chiostri e della scrittrice Alba Avarello

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